IL DOLMEN DELLA CHIANCA

«Il dolmen della Chianca è il più perfetto e il più grande tra i monumenti antichi d'Italia e il più bello e interessante dolmen d'Europa.»  (Mario Cosmai, storico e scrittore) 

fonte: Wikipedia

Il portale spazio-temporale per viaggi intergalattici, un esperienza surreale da provare.

Il dolmen della Chianca è un imponente monumento megalitico preistorico, risalente all'età del bronzo.

Il nome Chianca deriva dal termine dialettale biscegliese chienghe, cioè lastra di pietra o di lava. In alcuni testi, e su alcune guide, il dolmen della Chianca viene indicato con il nome di dolmen di Bisceglie; con tale nome è anche identificata l'area di servizio sull'autostrada A14 in direzione Bari dove in passato esso poteva essere visitato dopo un breve tragitto a piedi, mentre attualmente si può raggiungere attraverso la SP 85.
Orientati ad est, come tutte le costruzioni di questo tipo, il monumento megalitico preistorico è costituito da un corridoio e da una cella, dall’altezza di circa 1 metro e 80 centimetri ed è ricoperta da una lastra le cui dimensioni sono 3,85 per 2,40 metri. Il corridoio – lungo 7,50 m – è formato da lastroni piatti, infissi verticalmente nel terreno, di altezza notevolmente inferiore rispetto a quelli della cella.

EVENTO ANNUALE ESTIVO organizzato dalla PRO LOCO di Bisceglie è Notte di Poesie al Dolmen. (vedi foto)


LE CAMPAGNE BISCEGLIESI,

sono uno scrigno da scoprire. Un paesaggio rurale, da gustare in bici, abbandonato a qualunque aspetto turistico, l'abitato si dirada, e si può iniziare la pedalata tra:
  •  oliveti, che regalano una delle migliori tipologie di olio extra vergine d'Italia, la qualità "coratina". Bisceglie è parte della strada dell'olio che porta sino ad Andria ricoprendo un ruolo molto importante per la qualità pregiata che produce;
  • ciliegi, denominato il tesoro rosso delle terre biscegliesi, la "Ciliegia ferrovia" ha avuto un ruolo cruciale nell'export sin dal '900, un'importante punto di riferimento non soltanto per il nord Italia, ma per il mondo intero;
  • muretti a secco, molti dei quali ancora ben preservati e caratteristici, dove, principalmente nel calde giornate estive, lucertole si rincorrono e godo del caldo della pietra;
  • mentre vi perdete nel paesaggio mediterraneo, fatto curioso, potreste trovare allevamenti di galline, che a parte il classico odore vendono le migliori uova per una crema pasticcera da leccarsi i baffi... e non dimenticate che è l'ingrediente base (con zucchero e farina) PER LA PRODUZIONE DI UN SOSPIRO ECCELLENTE!
( in foto da sinistra: Sospiro e ciliegie, i muretti a secco, scenario tipico, una delle innumerevoli iniziative di BICILIAE alla scoperta dell'agro rigorosamente in bici )

I CASALI
fonte: Wikipedia e Centro Studi Biscegliese

Un tesoro tutto da scoprire in bici e

gustare nella totale naturalezza. In questi luoghi, il tempo pare si sia fermato!La leggenda vuole che durante il trasporto delle venerabili reliquie dei Tre Santi (Mauro, Sergio e Pataleo) in Bisceglie uno dei buoi che tiravano il carro scivolando a causa della pioggia lasciando l'impronda dello zoccolo sul sasso. Detto luogo è ora chiamato la Pedata dei Santi. ( vedi foto al centro )
l Casale di Pacciano (vedi foto a destra) è uno dei primi Casali di cui si ha traccia, citato per la prima volta, come Papianus super Trane, in un diploma di concessione del 789, in cui si fa riferimento ad alcune case rurali appartenenti a dei servi palatini, e ad un certo Guaderisio longobardo, e ad alcune proprietà concesse al monastero beneventino di S. Sofia. Il nome Pacciano potrebbe indicare l'umana podestà del Casale (Papianus, proprietà di Papius), ma se si prendesse in considerazione l'etimologia greca del nome, papas (sacerdote) ano (al di sopra), esso potrebbe stare a rappresentare un luogo in cui vi era un'autorità religiosa e legislativa. Questa ipotesi sarebbe avvalorata dalla presenza, nel diploma di concessione del Vescovo Dumnello, del nome Priminiano, che in latino significa "stare al di sopra". Quindi un'entità avente forse potere legislativo, giuridico e religioso superiore ai restanti Casali dell'agro. All'interno del Casale vi è la Chiesa di Ognissanti risalente all'XI secolo, e alcune fabbriche ad uso abitativo. A circa 100 m si può scorgere la Chiesa di S. Angelo.
Importanti:
CASALE DI GIANO uno dei più antichi Casali, per storia, situati nel territorio biscegliese. In tale luogo sono stati rinvenuti alcuni assi romani (oggi custoditi nel Museo kircheriano di Roma), e un'iscrizione del tempo di Flavio Claudio Giuliano & CASALE DI ZAPPINO 



IL PORTO
(BANDIERA BLU 2021)

Situato a 16 m. sul livello del mare, il porto di Bisceglie è uno dei porti italiani più belli con una costa alta e rocciosa ed un litorale caratterizzato per la varietà delle insenature (spiagge e cale), in cui scogli e ciottoli si alternano, limitando acque limpide e balneabili.
Negli ultimi anni lo sviluppo del porto turistico ha generato innovazione e continui miglioramenti, ottenendo nel 2021 La bandiera Blu.
Molti i locali tra bar e ristoranti aperti lungo la strada per godere della cucina tipica e di un ottimo drink.

IL CASTELLO 
SVEVO-ANGIOINO &
LA NOTTE DEI SOSPIRI 

Il castello era stato edificato su un banco roccioso situato in prossimità di un'antica lama che, scendendo verso l'ansa portuale, lambiva il più antico nucleo urbano della città di Bisceglie. La testimonianza più antica della struttura militare è data dalla torre normanna, detta torre “maestra”, edificata nel predetto sito nell'XI secolo.
A partire dal XVIII la struttura difensiva, realizzata in pietra calcare locale, si sviluppava su pianta quadrangolare, a cortile interno, fortificata da quattro torri quadre disposte agli angoli [3], fra cui vi era la imponente torre maestra, e una torre disposta sulla cortina difensiva di ponente in corrispondenza dell'ingresso, detta torre delle gabelle.
Il lato esterno di levante e quello meridionale si affacciavano sulla cinta muraria della città, e nel periodo aragonese furono ulteriormente protetti da un puntone difensivo angolare.
Il lato esterno di ponente e quello settentrionale erano circondati da un fossato, che isolava il fortilizio dalla città intra moenia.
L'ingresso nel castello era consentito attraverso un ponte levatoio disposto fra la torre delle gabelle e la torre maestra.

NEL 2019 IL CASTELLO HA OSPITATO IL PRIMO EVENTO DEDICATO A SUA MAESTA' IL SOSPIRO CHIAMATO "LA NOTTE DEI SOSPIRI". In migliaia si sono riversati per far parte di un contesto storico senza precedenti. Ogni anno nel periodo estivo si riproporrà tale evento con modalità differenti.

Palazzo Tupputi

Il Palazzo Tupputi rappresenta un prestigioso esempio di architettura rinascimentale in Puglia, con le sue facciate con bugnato a punta di diamante. Fu fatto edificare nei pressi dell’antica porta di Zappino verso la seconda metà del XVI secolo, con molta probabilità dai conti Frisari originari del salernitano. L’edificio cambiò denominazione verso la metà del XVIII secolo, quando fu venduto ai marchesi Tupputi, originari del piacentino, che lo destinarono a dimora familiare. Durante il periodo risorgimentale l’edificio fu sede della Carboneria. Il 5 luglio del 1820, a seguito dei moti liberali scoppiati nelle guarnigioni militari di Nola e di Avellino e all’insurrezione di Foggia, si svolse nei locali, a pianterreno del palazzo, la Dieta delle Puglie, una storica riunione presieduta dal marchese Domenico Antonio Tupputi. In questa sede i carbonari pugliesi concordarono un’azione congiunta a sostegno della Repubblica Partenopea. Nel dopoguerra, l’edificio venne acquisito dal Comune di Bisceglie.